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Silvae
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Le mwbqmwbgSilvae sono una raccolta di mwbwpoesie in mwcalingua latina scritte in mwcqesametri, mwcgendecasillabi e metrica lirica da mwcwPublio Papinio Stazio. I soggetti sono vari e forniscono agli studiosi una ricchezza di informazioni sulla Roma mwdadomizianea e sulla vita di Stazio stesso.

Contents

Libro I
Libro V
Note

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Composizione

La raccolta è composta da 32 componimenti divisi in cinque libri. Ogni libro contiene una prefazione in prosa che introduce e dedica il libro stesso.

Le mweqSilvae furono probabilmente composte da Stazio tra l'89 ed il 96. I primi tre libri sembrano essere stati pubblicati assieme dopo il 93 (un anno dopo la pubblicazione della mwegmwewTebaide), ed il quarto libro fu probabilmente pubblicato nel 95. Si pensa che il libro 5 sia uscito postumo nel 96 circacite-ref-1[1]. Ogni libro è databile confrontandone il contenuto con quello di altri autori contemporanei, quali mwgaMarziale.

Il titolo della raccolta ha causato dibattiti tra alcuni studiosi, dato che si pensa derivare dal perduto mwggSilvae di mwgwLucano. In latino mwhasilva, il cui plurale nominativo è mwhqsilvae, può significare sia "foresta" che "materiale"cite-ref-2[2] ed era usato per descrivere l'abbozzo di una poesia scritta velocemente in un momento di grande ispirazione, e poi adattata ad una metrica poetica. Questo fa ipotizzare che le mwigSilvae siano state rielaborate partendo da brani di poesia scritti nel giro di pochi giorniː in effetti, Stazio descrive il suo metodo di scrittura nella prefazione del primo libro, dicendo mwiwmihi subito calore et quadam festinandi voluptate fluxerant cum singulti de sinu meo prodiderint ([essi] fluiscono dalla mia penna nel caldo del momento, una sorta di piacevole fretta, emergendo dal mio seno uno per uno)cite-ref-3[3]. Prosegue la prefazione dicendo che nessuna poesia richiese più di due giorni per essere scrittacite-ref-4[4].

Quasi tutte le poesie sono dedicate ad un protettore e sono accompagnate da titoli considerati un'aggiunta successiva dell'autorecite-ref-5[5].

Struttura

Libro I

La prefazione a questo libro contiene la dedica a L. Arrunzio Stella, in cui il poeta descrive ansiosamente il suo veloce stile di composizione, spera che la sua poesia sia abbastanza divertente e fornisce una veloce descrizione delle poesie e del contesto in cui furono scritte.

Libro II

La prefazione dedica il libro ad Atedio Meliore e sintetizza i poemi contenuti focalizzandosi sulla perdita, sulla descrizione degli oggetti, e concludendo con un mwoggenetliaco.

Libro III

Il terzo libro è dedicato al Pollio Felice citato in II, 2. Stazio racconta la confidenza che ha ora con le proprie mwpqSilvae e l'aiuto fornitogli da Pollio nella composizione. Le poesie parlano di consolazione, descrizione, e terminano con un'esortazione alla moglie di Stazio ad andare con lui a Napoli.

Libro IV

Questo libro è dedicato a M. Vitorio Marcello. Le strutture metriche dei poemi del quarto libro variano molto rispetto a quelle dei primi tre. Stazio include una risposta alle critiche ricevute per i precedenti libri, dicendo che il quarto contiene più poesie degli altri, cosicché non pensino che le critiche lo abbiano convinto a non pubblicare più.

Libro V

Questo libro finale delle mwrgSilvae è dedicato a Flavio Abascanto, lodato per il suo amore nei confronti della moglie Priscilla.

Stile e fortuna

Lo stile di Stazio è stato descritto come estremamente elaborato, ed è stato collegato ad uno specifico bilinguismo, nel cerchio culturale greco di Napoli. Gli esempi mitologici, i mwsqtopoi e l'elaborata descrizione aumentano le lodi alle vite dei suoi protettori ed ai loro possedimenti. Utilizza anche alcuni tipi standard di composizione mwsgretorica quali mwswepitalamio, propemptico e genetliaco.

Il suo utilizzo della mitologia è stato interpretato come metodo per adulare i suoi protettori e contemporaneamente per autoassolversi dalla responsabilità delle lodi sperticatecite-ref-6[6]. Molti studiosi hanno fatto notare la tensione tra il metodo frettoloso di composizione di Stazio e lo stile lucido dei suoi pezzi ed hanno sottolineato l'utilizzo fatto dal poeta dell'arrangiamento dei libri e della scelta della metrica in modo da trasmettere sottili significaticite-ref-7[7].

Come detto, la somiglianza del titolo fa pensare che Stazio abbia modellato le proprie mwwgSilvae sull'omonima raccolta di Lucano, anche se la scomparsa di quest'ultima opera rende difficile il paragone. Vi era ai tempi una grande tradizione di poesia e prosa panegirica latina che oggi è quasi perduta completamente, ma che può ancora essere notata in opere come la mwwwmwxaLaus Pisonis e le mwxqElegiae in Maecenatem.

mwxwCatullo e la sua raccolta di poesie polimetriche sembrano essere stati un'importante fonte d'ispirazione per Stazioː infatti, molte delle sue poesie utilizzano la metrica preferita da Catullo, gli endecasillabi, ed anche i temi trattati sono simili alla varietà di quelli di Catullo, anche se Stazio evita le invettive di Catullo se non scherzosamente a IV, 9.

Anche mwyqOrazio fu un importante modello, la cui influenza è visibile soprattutto nelle composizioni liriche di Stazio (IV 5,7) e nelle mwygEpistole (IV 4). Lo stile narrativo di mwywOvidio si trova nella storia di Pan in II, 3. I riferimenti a Virgilio abbondano; molti degli mwzaexempla di Stazio nelle poesie derivano dal carattere dell'mwzqEneide.

Infine, la poesia di Lucano serve come ispirazione per II, 7.

Dal lato greco, sappiamo dall'ode al proprio padre (V, 3) che Stazio aveva familiarità con i canonici mwaanove poeti lirici, con mwaqCallimaco e con i poeti della mwagPleiade, mentre mwawPindaro è forse uno di coloro che più influenzarono Stazioː la natura panegiristica della sua poesia, i suoi esempi mitologici e le sue invocazioni rispecchiano tutti la convenzione pindarica (IV, 7).

Tuttavia, i riscontri critici verso le mwbqSilvae sono stati sempre decisamente negativi, dato che le relazioni tra Stazio, Domiziano e la sua corte lo hanno reso oggetto di una svalutazione; in tempi recenti, Stazio è stato rivalutato e le sue mwbgSilvae sono state coinvolte nella sua riabilitazionecite-ref-8[8].

La poesia occasionale e panegirica, dopo Stazio, fu fortemente influenzata da lui, particolarmente nelle opere di mwdaClaudiano e mwdqNemesiano.

Nel mwdwrinascimentocite-ref-9[9] le mwfaSilvae ricevettero nuovi commenti, prima da mwfqDomizio Calderini (1469) e poi, più importanti, da mwfgAngelo Poliziano (1480) al quale si deve la popolarizzazione della raccolta nella cultura occidentale. Poliziano per primo collegò le mwfwSilvae alle opere di Quintiliano ed apprezzò lo stile appreso da Stazio; da quel momento molti suoi poemi utilizzarono il modello delle mwgaSilvae, ed anch'egli pubblicò la sua opera col titolo di mwgqSylvaecite-ref-10[10]. La poesia di Poliziano ispirò altri, e portò alla convenzione di intitolare qualsiasi raccolta di poesie occasionali col nome di mwhgSylvae. Per questo genere, mwhwGiulio Cesare Scaligero aggiunse l'antica convenzione di formalizzare i sottogeneri, quali epithalamia e propemptica. Nell'Olanda del 1600, le mwiaSilvae divenne una fonte fondamentale presso l'mwiqUniversità di Leida. Il letterato mwigUgo Grozio, all'inizio del XVII secolo, compose delle mwiwSylvae laudative che si basavano sulla poesia di Stazio, e produsse una propria edizione commentata. Nel 1685 il poeta inglese mwjaJohn Dryden compose una raccolta di poesie miste chiamata mwjqSylvae.

Note

cite-note-11. D. R. Shackleton-Bailey, mwlaStatius' Silvae, Cambridge, CUP, 2003, p. 5.
cite-note-22. Quintiliano X 3, 17.
cite-note-33. D. R. Shackleton-Bailey, mwmwStatius' Silvae, Cambridge, CUP, 2003, p. 27.
cite-note-44. mwnwPrefazione I, 14,
cite-note-55. D. R. Shackleton-Bailey, mwowStatius' Silvae, Cambridge, CUP, 2003, p. 6.
cite-note-66. K. Coleman, mwpwStatius. Silvae IV, Oxford, OUP, 1988, p. 13 nota.
cite-note-77. K. Coleman, mwqwStatius. Silvae IV, Oxford, OUP, 1988, p. 15.
cite-note-88. K. Coleman, mwrwStatius. Silvae IV, Oxford, OUP, 1988, pp. 11-17.
cite-note-99. Si veda H. Van Dam, mwswWandering Woods Again: From Poliziano to Grotius, in mwtaThe Poetry of Statius, ed. Smolenaars, J., Van Dam, H., e Nauta, R., Leiden, Brill, 2008.
cite-note-1010. H. van Dam, mwuaSilvae, Book II: A commentary, Leiden, Brill, 1984, pp. 47-48.

Bibliografia

• mwvaGreek and Latin Poetry. Angelo Poliziano. Ed. trad. a cura di P. E. Knox, Cambridge (MA), Harvard University Press, 2019 (The I Tatti Renaissance Library, 86).
• Angelo Poliziano, mwvgSilvae. Ed. trad. a cura di Ch. Fantazzi, Cambridge (MA), Harvard University Press, 2004 (The I Tatti Renaissance Library, 14)
• K. Coleman, mwwaStatius. Silvae IV, Oxford, OUP, 1988.
• B. Gibson, mwwgStatius. Silvae V, Oxford, OUP, 2006.
• H. van Dam, mwxaSilvae, Book II: A commentary, Leiden, Brill, 1984.
• mwxgD. R. Shackleton-Bailey, mwxwStatius' Silvae, Cambridge, CUP, 2003.
• A. Hardie, mwyqStatius and the Silvae: Poets, Patrons and Epideixis in the Graeco-Roman World, Liverpool, 1983.
• C. Newlands, mwywStatius' Silvae and the Poetics of Empire, Cambridge, CUP, 2002.
• S. T. Newmyer, mwzqThe Silvae of Statius: Structure and Theme, Leiden, Brill, 1979.
• Stazio, mwzwSelve, a cura di L. Canali, Roma, Armando Dadò Editore, 2000.

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Collegamenti esterni

• mw1aTesto completo in latino, su thelatinlibrary.com.